La Procura di Cosenza indaga sulla morte della donna all’Annunziata

Un nuovo, presunto, caso di malasanità si sarebbe registrato in questi giorni in Calabria. Una donna, M.C. di 40 anni, è morta nella notte del 23 maggio, nel reparto di psichiatria dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Non si sa ancora con certezza quali possano essere le cause del decesso. I familiari hanno sporto una denuncia formale, per fare luce sul decesso lamentando possibili negligenze. Sul tavolo del procuratore capo di Cosenza, Dario Granieri, è arrivato stamane l’esposto presentato dai familiari, si è così aperta un’inchiesta sul caso per accertare la verità e verificare se ci siano state eventuali responsabilità nella morte della paziente, ed in tal caso perseguire i diretti responsabili. Dopo l’apertura dell’inchiesta da parte del procuratore si sono avviate le indagini, che hanno visto come primo atto l’acquisizione della cartella clinica della paziente deceduta e la disposizione dell’autopsia che sarà effettuata quanto prima, dopo che verrà affidato l’incarico ad un medico legale.

La donna era giunta all’Annunziata alcuni giorni fa, dopo un ricovero di circa 15 giorni presso l’ospedale di Lamezia. Le sue condizioni erano gravi, ma non preoccupanti. La donna soffriva di psicosi cronica ed era affetta da patologie di tipo organico, per questo era stata trasferita nel reparto di psichiatria. Era stata sottoposta a controlli e consulenze, dai quali non erano emersi dati allarmanti, ma, nella notte il suo cuore ha cessato di battere. Toccherà, ora, all’esame autoptico stabilire le cause della sua morte per dissipare gli ultimi dubbi. La Procura di Cosenza dunque dovrà appurare se vi siano state delle carenze nell’assistenza e nelle cure ospedaliere oppure se si sia trattata di una morte dovuta a cause naturali. Al momento non si conoscono né il numero né il nome degli indagati.

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