Al MARCA in mostra l’arte dei giovani

Il MARCA apre le porte ai giovani: la giornata del 19 maggio sarà dedicata ai giovani ai quali sarà rivolto un incontro sulla didattica museale. Al termine del dibattito sarà inaugurata la mostra che presenterà più di 600 lavori ispirati a Enzo Cucchi. Alle 10.30 si aprirà il dibattito sul tema della pedagogica del museo al quale interveranno anche il presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro, l’assessore alla cultura Mario Caligiuri, il direttore artistico del MARCA Alberto Fiz e Marco Bazzini, direttore artistico del Museo Pecci di Prato, la prima istituzione pubblica in Italia ad aver istituito una sua sezione didattica. L’incontro è propedeutico per far capire l’importanza della didattica nell’attività espositiva. Al termine dell’incontro si inaugurerà la IV edizione della mostra La Porta Magica. Scuola al Museo, che resterà in esposizione fino al 26 maggio. Il percorso del 2011 è stato incentrato sulle opere di Enzo Cucchi, uno dei maggiori interpreti dell’arte europea e della Transavanguardia. L’artista marchigiano ha realizzato per il MARCA un progetto originale facendo vivere insieme elementi diversi quali: sculture, dipinti, installazioni e ceramiche.

Dal punto di vista della didattica, la mostra di Cucchi ha coinvolto oltre 600 studenti provenienti da sette istituti che hanno personalmente realizzato le loro personali opere. Le tematiche riguardanti la pedagogia sono state rivolte ad analizzare alcune delle opere presentate nella mostra come la Porta Grande in lamiera e bronzo con 22 sculture appese, caratterizzata dalla presenza di elementi tratti da un mondo molto immaginario. La Porta Magica offre una testimonianza delle attività svolte durante i laboratori didattici degli anni precedenti: ritratti e paesaggi basati su Reflections, l’esposizione dedicata ad Alex Katz e le opere polimateriche influenzate dall’analisi delle creazioni di Antoni Tàpies. Anche il design di Alessandro Mendini è diventato un momento di analisi: una delle sue opere più celebri, la Poltrona Proust, ha ispirato progetti tridimensionali sorti mediante la sovrapposizione di cubi in polistirolo. La fotografia poi ha preso spunto dalla rassegna Community. La ritualità collettiva prima e dopo il web. Il laboratorio ha confermato l’abilità e la ricettività dei giovani che hanno scattato fotografie nella città di Catanzaro creando delle composizioni.

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